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Norquist, le tasse e Rudy

Il taglio alle tasse proposto da Giuliani rappresenterebbe un gigantesco salto in avanti per i contribuenti americani e per l'economia degli Stati Uniti. In particolare, il taglio della corporate income tax e dei capital gain sarebbe esattamente quello di cui abbiamo bisogno per evitare una fase di recessione. In più, il piano di tagli alle tasse proposto da Giuliani porterebbe alla creazione di un sistema alternativo (FAST: Fair and Simple Tax) che potrebbe, di anno in anno, essere scelto dalle famiglie americane e dai piccoli imprenditori; un sistema a tre aliquote (con quella massima al 30%) basato soltanto sulle deduzioni più utilizzate. La maggior parte degli americani, se liberi di scegliere questo sistema semplificato, opterebbero per esso senza più tornare indietro. Per anni Hong Kong ha utilizzato un sistema fiscale alternativo di questo tipo e la maggioranza dei cittadini lo ha utilizzato con soddisfazione.


Il presidente e fondatore degli Americans for Tax Reform, Grover Norquist (*), commenta entusiasticamente il piano di riforma fiscale presentato, qualche giorno fa, da Rudy Giuliani. E, sul sito di ATR, comunica che Giuliani (a differenza di John McCain, Fred Thompson e di tutti i candidati democratici) ha firmato il pledge con cui si impegna ad opporsi a qualsiasi aumento delle tasse se eletto presidente. Secondo Norquist, il piano di Rudy porterebbe "al più grande taglio delle tasse nella storia americana" ed è il progetto "pro-growth" più convincente tra tutti quelli presentati dai candidati repubblicani alla presidenza.

Insieme al giudizio estremamente positivo degli Americans for Tax Reform, è arrivato anche l'appoggio del Club for Growth. Il presidente del think-tank liberista di Washington, Pat Tooney, ha diffuso un comunicato ufficiale in cui definisce il piano di Giuliani "una proposta coraggiosa ed innovativa che ricompensa il lavoro e il merito, incoraggia gli investimenti e promuove la crescita ecomomica degli Stati Uniti".

(*) Per chi non avesse idea di chi sia Grover Norquist e di quale sia stata la sua influenza nella crescita, politica e culturale, della destra americana, vi invitiamo a leggere un nostro articolo, dal titolo "A lezione di fusionismo", pubblicato circa un anno fa su Ideazione in occasione di una visita del presidente di ATR a Roma.

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Polls & Bookmakers

Mentre l'Italia si eccita con le primarie false, negli Stati Uniti continua la campagna elettorale per le primarie vere. E ormai, soprattutto in campo repubblicano, si potrebbe essere vicini ad un punto di svolta.

Continua su The Right Nation.

Alla vigilia del dibattito televisivo tra i candidati repubbicani che si svolgerà stasera a Dearborn, in Michigan (e che per la prima volta vedrà la partecipazione di Fred Thompson), Gallup ha pubblicato i risultati del suo ultimo sondaggio sulle primarie GOP.

Tutti i dettagli su The Right Nation.

Rudy, sempre lui

Ogni volta che la sua candidatura viene data per morta, Rudy Giuliani trova sempre il modo di smentire gli uccelli del malaugurio...
(continua su The Right Nation)

Chi ha paura di Rudy?


In una delle ultime puntate di Hannity & Colmes, talk show politico in onda su Fox News, l'ex consigliere di Bill Clinton, Dick Morris, ha risposto senza peli sulla lingua ad una domanda di Sean Hannity su Rudy Giuliani. Dalla trascrizione integrale della trasmissione, pubblicata da Real Clear Politics, proviamo a tradurre:

Hannity. (...) Oggi sono stati pubblicati articoli molto critici (hit pieces) nei confronti di Rudy Giuliani. (...) Non mi sembra che la stampa adoperi lo stesso metro di giudizio. Hillary sostiene il partial-birth abortion. Ma non senti mai nessuno farle domande sull'argomento. Questo sarà il contributo più grande alla campagna elettorale dei democratici.

Morris.
Quello che abbiamo sotto gli occhi è uno sforzo coordinato tra i media liberal e l'establishment democratico per scongiurare la possibilità che Rudy Giuliani diventi il candidato repubblicano alle elezioni presidenziali.

Hannity.
Perché?

Morris.
Perché sono perfettamente consapevoli che Rudy è l'unico che può battere Hillary e vincere le elezioni.
Dick Morris prosegue raccontando gli attacchi di New York Times e MSNBC contro l'ex sindaco di New York. E conclude il suo intervento consigliando a Giuliani di "spendere" il capitale politico accumulato nei giorni successivi all'11 settembre fin dai primi dibattiti in vista delle primarie repubblicane. Strategie di comunicazione a parte, però, il punto che ci interessa sottolineare è proprio questo: i democratici e i loro alleati dei mainstream media - a differenza di molti analisti e giornalisti schierati sul fronte opposto (o presunti neutrali) - hanno perfettamente compreso tutte le potenzialità della candidatura di Giuliani alle presidenziali del 2008.

Di più: la candidatura di Rudy è strutturalmente letale soprattutto nel caso di uno scontro con Hillary Rodham Clinton, come dimostra la stragrande maggioranza dei sondaggi condotti negli ultimi mesi. L'ex first lady vincerebbe di misura contro John McCain e a mani basse contro Mitt Romney, Newt Gingrich o qualsiasi altro candidato repubblicano (a parte Fred Thompson, che è ancora un'incognita). L'unico candidato del GOP che, almeno oggi, partirebbe favorito contro Hillary è proprio Giuliani.

Non a caso, l'American Mayor è saldamente in testa a tutti i sondaggi condotti in campo repubblicano. Malgrado l'enorme quantità di articoli negativi usciti sulla stampa nazionale (e non solo) negli ultimi mesi, malgrado la ritrosia dei social conservatives, malgrado la parodia - spesso scorretta - che è stata fatta delle sue posizioni in materia di diritti civili, malgrado le "teorie cospiratorie" che iniziano a circolare sul suo comportamento post-9/11, Rudy Giuliani è ancora il front-runner del partito repubblicano per le prossime elezioni presidenziali. I democratici - e i loro amici - sono perfettamente consapevoli che, con ogni probabilità, si tratta dell'ultimo ostacolo che si trovano di fronte nella corsa alla Casa Bianca. E proprio per questo (come si era intuito da tempo) stanno cercando di fare a pezzi la sua candidatura. Speriamo soltanto che non trovino troppi utili idioti anche a destra.

Cross-posted @ The Right Nation

GOP Debate Round-Up

Su The Right Nation, il round-up del dibattito organizzato in South Carolina tra i candidati del GOP alle primarie. Con Rudy che è tornato a ruggire.