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Rudy with Sean Hannity

Manchester, New Hampshire

Secondo il Cato Institute, il probabile vincitore delle primarie in Iowa è il candidato che meno vi ha investito, in proporzione: Rudy Giuliani.

Mitt Romney si è talmente impegnato nella tradizionale strategia di vincere nei primi stati a tenere primarie, nella speranza di ottenere un vantaggio psicologico e mediatico, che una sconfitta lo macchierebbe forse definitivamente come un perdente, escludendolo dalla corsa. E i primi tre stati a votare sono quelli più congeniali ad altri tre candidati: Huckabee, McCain, Thompson.
A Giuliani serve soltanto attendere il super tuesday, dove voteranno gli stati maggiori e dove l'ex sindaco di New York ha puntato di più, mentre i suoi avversari potrebbero arrivarvi dopo essersi esauriti ed avere diviso il voto della base repubblicana meno favorevole a Rudy
clipped from www.cato.org

For the Republicans, it's a battle to take-on Rudy Giuliani on Super Tuesday. Mike Huckabee must win Iowa, as he won't be winning New Hampshire. Mitt Romney's traditional early state strategy will be in tatters if he loses tonight, as he faces the prospect of losing next week to John McCain. Which leaves Fred Thompson, if he's still in the race, waiting on South Carolina to restart his plodding campaign. Separate winners in Iowa and New Hampshire may strongly reposition Giuliani, despite a dwindling national lead, to face-down his divided, socially conservative opposition
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Il Concord Monitor è il rispettato quotidiano locale del New Hampshire, nominato alcuni anni fa "il miglior piccolo quotidiano d'America". E' stato fondato nel 1864 e , tradizionalmente, non ha mai appoggiato esplicitamente nessuno dei candidati alle primarie.

Sino ad ora. La tradizionale equidistanza è stata infranta, non per appoggiare un candidato, ma per dichiarare il disgusto per uno di essi: Mitt Romney, definito un finto candidato, una fregatura, indegno della carica di presidente perché sprovvisto delle qualità filosofiche, morali e politiche necessarie al ruolo, un voltagabbana incoerente. Romney è stato governatore del vicino stato Massachussets, quindi gli editori del Concord Monitor dovrebbero saperne qualcosa.

In a scathing anti-endorsement that called Romney a "disquieting figure," the New Hampshire newspaper's editorial board said he looks and acts like a presidential contender but "surely must be stopped" because he lacks the core philosophical beliefs to be a trustworthy president.

In particular, the newspaper noted the former Massachusetts governor's change of heart on such issues as abortion rights, stem-cell research and access to emergency contraception, as well as on signing an anti-tax pledge.

"When New Hampshire partisans are asked to defend the state's first-in-the-nation primary, we talk about our ability to see the candidates up close, ask tough questions and see through the baloney. If a candidate is a phony, we assure ourselves and the rest of the world, we'll know it," the newspaper said. "Mitt Romney is such a candidate. New Hampshire Republicans and independents must vote no."



Hat tip: NewsMax

Operation Granite State

Secondo l'ultimo sondaggio commissionato da CNN alla New Hampshire University, Rudolph Giuliani ha praticamente recuperato tutto lo svantaggio accumulato nel Granite State in questi mesi nei confronti di Mitt Romney. Il sondaggio vede Romney al 25% e Giuliani al 24%. I due front-runner sono inseguiti da John McCain al 18% e da Fred Thompson al 13%. A luglio, il vantaggio di Romney era di 14 punti percentuali.

cross-posted @ The Right Nation

Iowa e New Hampshire

Forse abbiamo le traveggole. Nell'ultimo sondaggio dell'American Research Group, Rudolph Giuliani è in testa (per un soffio) sia in Iowa che in New Hampshire.

(continua su The Right Nation)

New Hampshire: GOP Debate

Il dibattito televisivo ha mostrato un Giuliani in grande forma, molto più presidenziale, preparato e concentrato rispetto alle due precedenti occasioni. Ha voluto dare l’impressione del “problem solver”, di quello che risolve i problemi, che fornisce la dritta giusta, del politico capace, efficiente, senza paura.

(...) McCain e Giuliani, addirittura, non prendono in considerazione il ritiro dall’Iraq nemmeno se a settembre la relazione di Petraeus sullo stato della missione fosse negativa. Giuliani, infine, ha prontamente risposto “assolutamente sì”, alla domanda se ancora oggi ritiene che invadere l’Iraq sia stata la scelta giusta. “Siamo in una guerra vera”, ha ribadito Giuliani, l’unico ad attaccare direttamente i democratici e Hillary in particolare perché, ha detto, “non sono stati nemmeno capaci di pronunciare le parole ‘terrorismo islamico’ nel loro dibattito di domenica”. In generale, la differenza più grande è proprio questa: i repubblicani dicono che l’America è in guerra, i democratici no.

Christian Rocca, sul Foglio (e su Camillo), racconta il dibattito televisivo tra i candidati repubblicani in New Hapmpshire. Aspettando Fred Thompson, ha vinto (ancora) Rudy.