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Rasmussen: Giuliani +13%

Rudy prende il volo anche nelle rilevazioni statistiche di Rasmussen Reports, uno dei pochi istituti di ricerca che lo ha sempre visto in affanno rispetto ai concorrenti in campo repubblicano. Nell'ultimo sondaggio, Rasmussen assegna a Giuliani il 27% dei consensi. Alle sue spalle: Fred Thompson e Mitt Romney appaiati al 14%, John McCain al 13%, Mike Huckabee al 10% e Ron Paul al 6%.

Interessante anche l'ultimo sondaggio condotto da Rasmussen in Connecticut, che vede Rudy (46%) condurre su Hillary Clinton (43%) in uno degli "stati blu" per eccellenza. Nessun altro repubblicano, in Connecticut, riesce a raggiungere il 40% in un ipotetico match-up con Hillary.

Rasmussen: Giuliani +8%

Allungo di Rudy nell'ultimo sondaggio di Rasmussen Reports. Rasmussen, utilizzando uno screening degli elettori repubblicani più restrittivo rispetto agli altri istituti di ricerca, tende sempre a "sottorappresentare" Giuliani. Ma l'America's Mayor sembra ormai volare, a livello nazionale, a prescindere dal sistema di campionamento. Ad inseguire Giuliani (24%), il solito Fred Thompson (18%). Ma la vera novità è che in terza posizione si affaccia Mike Huckabee (14%), dopo aver scavalcato sia John McCain (13%) che Mitt Romney (11%).

Intanto, in campo democratico, Hillary Clinton (40%) è al livello più basso degli ultimi mesi, ma né Barack Obama (21%) né John Edwards (13%) sembrano essere in grado di produrre lo sprint necessario ad insidiarne la vittoria alle primarie.

Rudy consolida il suo vantaggio nei confronti di Fred Thompson nell'ultimo sondaggio condotto da Quinnipiac in Florida. Giuliani (30%, +3%) ha 16 punti percentuali di vantaggio su Thompson (14%, -5%) e McCain (14%, +6%). Più staccati Romney (12%, -5%) e Huckabee (8%, +4%). In campo democratico, Hillary Clinton (43%, -8%) continua a dominare su Barack Obama (18%, +1%), anche se per la prima volta negli ultimi mesi il suo vantaggio è il calo.

Interessante la tabella dei match-ups che pubblichiamo integralmente qui sotto. Sembra proprio che soltanto un candidato del GOP abbia la forza necessaria per dare filo da torcere ai democratici. Indovinate chi è?

General Election Match Ups

Clinton 43 - Giuliani 46
Clinton 44 - McCain 43
Clinton 46 - Thompson 41
Clinton 47 - Romney 39

Obama 40 -
Giuliani 47
Obama 42
-
McCain 42
Obama 43
- Thompson 39
Obama 44 - Romney 37

Edwards 41 -
Giuliani 44
Edwards 42
- McCain 40
Edwards 47 - Thompson 36
Edwards 48 - Romney 34

Coast to Coast

Hillary Clinton è riuscita a ritagliarsi il ruolo di candidato “inevitabile” del Partito democratico, dimostrando di essere capace di guidare una formidabile macchina politica, e ora si appresta a stravincere le primarie del suo partito. Eppure, al momento, la più sensazionale performance politica di questo ciclo elettorale non è la sua, ma quella di Rudy Giuliani, l’ex sindaco di New York che guida il gruppo di candidati del Partito repubblicano, malgrado sui temi sociali (aborto, diritti gay, porto d’armi) le sue posizioni siano ai margini dell’ortodossia conservatrice. Il mondo politico e giornalistico da mesi aspetta il crollo della sua candidatura, convinto che mai e poi mai la base socialconservatrice e religiosa del partito accetterebbe di votare per Giuliani, ma più passano le settimane più l’ex sindaco appare sempre più al comando della gara (...)

Le minacce della destra religiosa di presentare un candidato indipendente alle elezioni presidenziali, qualora Giuliani vincesse le primarie repubblicane, sembrano rientrate, anche perché i leader cristiano-conservatori cominciano a rendersi conto che la loro opposizione all’ex sindaco non è condivisa dalla base. La maggioranza dei repubblicani che frequenta almeno una volta la settimana la chiesa, infatti, in un recente sondaggio ha scelto in maggioranza Giuliani come proprio candidato, malgrado sia l’unico dei big di destra e di sinistra ad avere il coraggio di dire che non va regolarmente a messa (...)

Mitt Romney e Fred Thompson mettono in dubbio il pedigree conservatore di Giuliani, ma gli elettori repubblicani vedono il suo passato da numero tre del Dipartimento di Giustizia di Ronald Reagan, da procuratore antimafia e da sindaco che ha ripulito New York. Soprattutto ascoltano proposte di politica economica e di sicurezza di stampo reaganiano e vedono una squadra di consiglieri di politica estera di intellettuali neoconservatori, da Norman Podhoretz a David Frum, da Daniel Pipes a Michael Rubin, fino probabilmente al più interessante di tutti: Peter Berkowitz, saggista, professore di legge, analista della Hoover Institution, studioso di Leo Strauss e senior advisor della campagna sui temi della libertà e dei diritti umani (...)

Christian Rocca, su Il Foglio e Camillo.

(...) With predictions of his impending fall still unrealized and the first contests of the Republican presidential primary inching closer, Rudy Giuliani enjoyed perhaps his best month yet of the campaign in September. And increasingly, he and his team believe they can position themselves as the inevitable Republican to take on Sen. Hillary Rodham Clinton next year.
Jonathan Martin su The Politico.

Rudy Over Hillary

(...) The latest FOX News poll shows that if the United States were hit with a terrorist attack, by a 50 percent to 36 percent margin, Americans would rather have Giuliani in charge than Clinton, including 28 percent of Democrats and an overwhelming 80 percent of Republicans. Independents split in Giuliani’s favor 47 percent to Clinton’s 28 percent.
I dettagli su FOX News e Weekly Standard.

Buone notizie dal Nevada

Rudy Giuliani in netto vantaggio su John McCain (38% contro 18%) nei sondaggi in vista delle primarie repubblicane in Nevada. In campo democratico, invece, Hillary Clinton strapazza Barack Obama (32% contro 20%). In un potenziale match-up tra Giuliani e Clinton, l'ex sindaco di New York sarebbe in vantaggio di 8 punti percentuali (46% contro 38%).

Stati-chiave

Uno sondaggio della Quinnipac University registra il vantaggio di Rudolph Giuliani in Florida, Ohio e Pennsylvania nei confronti di Hillary Clinton e Barack Obama. Dal 1964 ad oggi, nessun candidato alla Casa Bianca ha vinto le elezioni presidenziali senza conquistare almeno due di questi tre stati-chiave.