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Il Corrierino dei Democratici

Per la prima volta da quando è iniziata la lunga rincorsa alle presidenziali americane del 2008, il Corriere della Sera si occupa del candidato in testa a tutti i sondaggi: Rudolph Giuliani. Dopo mesi di paginate estatiche spese per incensare Hillary Rodham Clinton e Barack Obama, la corrispondente Alessandra Farkas firma un lungo articolo sull'ex sindaco di New York. Ma non basta l'assenza dell'imbarazzante Ennio Caretto per evitare al Corrierino la solita, triste figuraccia sulla politica americana.

Il pezzo della Farkas è infatti infarcito da una serie impressionante di luoghi comuni, gossip di basso profilo, inesattezze e - last but not least - una rassegna stampa sulla campagna anti-Rudy lanciata dai settimanali liberal, perfettamente consapevoli che la candidatura dell'America's Mayor metterebbe in serio dubbio le chance elettorali dei democratici nel 2008. Dopo mesi di silenzio, insomma, il Corrierino sceglie la via del giornalismo-spazzatura.

Spentasi l'euforia di ogni inizio corsa, quando il corridore più veloce in partenza è indicato, spesso erroneamente, come il vincitore al traguardo, la candidatura dell'ex sindaco di New York si è già incagliata contro alcune, forse insormontabili, difficoltà.

A sostegno di questa bizzarra tesi, visto che Rudy sta letteralmente volando nei sondaggi (anche se il 2008 è ancora molto lontano), la Farkas cita il secondo posto ottenuto da Giuliani nello straw poll della Conservative Political Action Conference di quest'anno (17% contro il 21% di Romney), dimostrando così di non avere la più pallida idea di cosa sia il CPAC. E ignorando, o facendo finta di ignorare, quanto sia stata buona - rispetto al contesto - l'accoglienza tributata a Rudy dall'ala più conservatrice del partito (si legga l'ottima analisi di Ne quid nimis in merito). Senza contare che i voti ottenuti da Giuliani sono quasi il doppio di quelli raccolti al CPAC 2006. A proposito di candidatura "incagliata".

Tralasciamo la sensazione di tristezza che ci assale quando leggiamo, su quello che dovrebbe essere il grande giornale della borghesia italiana, articoli che un settimanale per parrucchieri si vergognerebbe di pubblicare, travestiti da analisi sulla politica internazionale. A questo, il Corrierino ci ha purtroppo abituato da tempo. Ma vogliamo insistere su un fatto estremamente importante: la campagna anti-Rudy a cui si stanno dedicando alcune "corazzate" del giornalismo liberal (parlo di Newsweek, non del Corrierino) è un segnale estremamente positivo. Giuliani viene percepito, non solo all'interno del GOP, come il candidato repubblicano più forte, in grado di pescare a piene mani nel bacino dell'elettorato indipendente senza rinunciare alla base della Right Nation. L'unica speranza, per i sostenitori dei democratici, è rovinare la sua immagine di fronte all'ala più conservatrice del GOP, nella speranza di una sua sconfitta alle primarie. La strategia, neanche troppo nascosta, è esattamente questa. Preparatevi dunque ad un'altra ondata di character assassination nei prossimi mesi. Ma ricordatevi, ogni volta, che si tratta di un riconoscimento della forza di Giuliani.

5 Comments:

  1. Mithrandir said...
    Nel 2004, dopo mesi e mesi di propaganda-spazzatura, la nostra opinione pubblica è rimasta a bocca aperta. Speriamo che a novembre dell'anno prossimo succeda la stessa cosa. E stavolta non potranno nemmeno usare Rove come scusa...
    John Christian Falkenberg said...
    LA candidatura è tanto tramontata da meritare l'apertura della newsletter di politica del Washington POst. Il Post, non il Times
    periclitor said...
    le uniche cose incagliate sono le vendite del corriere....che per aumentarle assomiglia sempre + a novella 2000....si parla di Signorini come futuro direttore di via Solferinojavascript
    matteo said...
    il Corriere della Sera si commenta da solo. Pezzi semplicemente vomitevoli. Per fortuna che nel resto del Mondo c'è qualcuno che dice come stanno le cose in realtà.
    ...qualche articoletto sui guai democratici no, vero caro Mieli??
    G. said...
    dovete leggere La Stampa...
    peggio ancora!

    ma non erano proprio loro a sottolineare l'importanza della libertà di stampa e ricordare mille volti la libertà di espressione?
    non si rendono conto di essere -leggermente - contraddittori?!?

    see u,
    Giangiacomo

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